lunedì 3 novembre 2014

ARTE DONNA ... PROFUMO DI FORMAGGIO

 


Grande successo di pubblico per la due giorni di “ Formaggi in piazza”, manifestazione organizzata dal comune di Sondrio.
Manifestazione che ha raggiunto ormai la nona edizione e che sabato e domenica ha visto tantissime persone tra le bancarelle poste in Corso Italia e in Piazza Garibaldi. Consumatori amanti dei prodotti artigianali, attenti ai sapori particolari dei formaggi a latte crudo esposti nel mercato all'aperto

Tra le tante proposte presentate durante la manifestazione vanno segnalate alcune degustazioni organizzate dalla delegazione provinciale dell’ONAF e in particolare:
“ arte donna… profumo di formaggio”, una degustazione di formaggi prodotti da donne.
Un’arte femminile unica, che produce in provincia di Sondrio piccole produzioni artigianali particolarmente apprezzate dai partecipanti che hanno potuto assaggiato diverse tipologie anche inusuali nel panorama caseario della provincia.
Formaggi con profumi moto diversi, intensi, pieni, piacevoli, ricchi di sapori, che ti lasciano in bocca sensazioni di piacevolezza, di voglia di mangiarne ancora, presentati nei piatti con cura e accompagnati dal Rosso di Valtellina DOC Insieme.

Fatica, orgoglio, operosità e sapienza ( così dice la pubblicità del vino Insieme ), ma la stessa fatica, orgoglio, operosità e sapienza li troviamo in questi formaggi prodotti con arte e pazienza dalle donne presenti alla serata.
E così tra un semigrasso d’alpe presentato da Angela dell’azienda agricola la Corte di Aprica, l’ottimo Bitto prodotto sull’alpe Rogneda dalla dolce e giovane Silva De Giovanetti di Buglio in

Monte e un semigrasso dell’azienda di Borromini Tiziana di Buglio in Monte, il pubblico ha potuto ascoltare le testimonianze di donne determinate, che amano passare il periodo estivo in alpeggio per offrire ai propri clienti prodotti di qualità fatti con amore.
Non sono mancati altri assaggi come lo Stracchino erborinato dell’Azienda agricola “Pizzo Scalino” di Giulia Nani e i piacevolissimi formaggi di capra di Raffaella Bianchini di Campo Tartano: una Caciotta e un erborinato.

Apprezzamenti per i formaggi assaggiati, ma anche per le testimonianze delle casare presenti; donne spigliate, che anche davanti a un pubblico interessato non hanno avuto timore a raccontare le loro scelte, la loro passione, i sacrifici che quotidianamente devono affrontare per mantenere attiva la propria azienda.
E se è pur vero che le donne sono sempre state protagoniste nella storia dell’agricoltura italiana, braccianti, mondine, contadine, ma anche madri di famiglia, mogli e compagne, l’arte casearia in provincia è sempre stato portata avanti dagli uomini sia nelle latterie di paese sia negli alpeggi: quasi sempre il casaro, difficilmente la casara.
Una tendenza che negli ultimi anni sta cambiando e che è giusto evidenziare con un riconoscimento a un lavoro che proprio perché fatto dalle donne è spesso fatto con più grazia, sensibilità, pulizia, delicatezza; tutte caratteristiche che poi si sono trovate nell’assaggio degli ottimi formaggi proposti.
Sicuramente centrato l’obiettivo della serata: sottolineare l’importante ruolo svolto anche dalle donne nel comparto produttivo caseario.

 


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