venerdì 24 aprile 2015

SARON, BEVANDA DELLA SALUTE

In bassa valle lo chiamano “lazzerùn” in alta valle “saròn”.
Stiamo parlando del siero, il liquido che rimane nella caldaia dopo la lavorazione del formaggio e della ricotta.
Un sottoprodotto delle lavorazioni casearie, oggi considerato un rifiuto speciale, ma che ha sempre avuto un’importanza fondamentale nella storia contadina valtellinese.
Addirittura negli alpeggi il siero rimasto nella caldaia era usato per un bagno salutare: le donne chiudevano la porta della baita, si spogliavano e s’immergevano nel liquido ancora caldo, per avere la pelle più elastica, più morbida.
Donne sagge che sfruttavano al meglio un residuo del latte ancora carico di principi nutritivi anticipando, senza volerlo, la moda dei centri benessere dei moderni agriturismi che sempre più spesso propongono i bagni di siero come cura per avere una pelle morbida, idratata, lucida, elastica e purificata dalle tossine.
Anche nelle latterie dei paesi della Valtellina il siero era considerato un liquido prezioso: i contadini portavano il latte alla latteria e tornavano a casa con il secchiello colmo di siero da dare ai maiali. Ma prima di versarlo nei truogoli ne bevevano una grande “cazza” sapendo che quel liquido era salutare, considerandolo quasi come un elisir di lunga vita.
Per recuperare questa importante pagina della nostra storia alimentare, la latteria di Livigno, sempre attenta alle tradizioni e alla cultura contadina, da alcuni anni ha pensato di trasformare il siero in una bibita dissetante: IL SARON.
Nome insolito per i turisti, ma significativo per i livignaschi che il “saròn” l’hanno sempre bevuto, consapevoli dei suoi effetti benefici soprattutto nel regolare l’intestino.
E in realtà le caratteristiche benefiche del siero sono ormai dimostrate e si possono così sintetizzare:
· E’ ricco di sali minerali (calcio, fosforo, magnesio, potassio) e di vitamine;
· Contiene pochissimo grasso e sodio;
· Aiuta lo sviluppo del sistema nervoso nell’organismo in crescita;
· Rafforza il sistema osseo e i denti prevenendo l’osteoporosi;
· Stimola il metabolismo e la circolazione;
· Riduce il colesterolo;
· Stimola il pancreas;
· Regola la digestione;
· Calma il sistema nervoso;
A Livigno il Saron ha subito incontrato il gradimento dei turisti che hanno iniziato a conoscerlo e apprezzarlo consumandolo prima come bibita dissetante sulla terrazza del Bar Bianco della Latteria di Livigno e poi abituandosi ad acquistare le comode confezioni da un litro con tappo di plastica da mettere nello zainetto e da assaporare durante le lunghe giornate sulle piste da sci o d’estate durante le passeggiate tra i tantissimi sentieri della zona.
Disponibile in due gradevoli gusti, arancia e limone, il Saron è una bibita dolce, gradevole, delicata, fresca, adatta come bibita dissetante, come naturale reintegratore o anche nelle prime colazioni. Senza dimenticare il possibile uso come aperitivo analcolico con l’aggiunta di frutta fresca; o come base di eccellenti cocktail.
Prodotto sicuramente innovativo, “inventato” dalla Latteria di Livigno, che per prima in Italia ha lanciato questa bibita anche per utilizzare il siero e non doverlo considerare come rifiuto che necessiterebbe un trattamento speciale per il suo smaltimento.  
E allora se passate da Livigno, fermatevi alla Latteria, una struttura moderna in mezzo al verde, che raccoglie e trasforma il latte dell'intera vallata e che è riuscita a coniugare la tradizione di un’economia contadina rispettosa della natura alla modernità di una tecnologia che garantisce altissimi standard qualitativi. Mentre assaporate i taglieri dei formaggi o una coppa di gelato avrete anche la possibilità di vivere in prima persona la bontà del latte, assistendo, tramite ampie vetrate, a tutte le fasi di lavorazione dei prodotti.
La latteria, ormai diventata una meta particolarmente frequentata dai turisti che amano la genuinità, è una struttura accogliente dove si respira la cultura contadina e dove si possono trovare prodotti di qualità unici, diversi: latte, gelati, yogurt, formaggi freschi e stagionati, burro e naturalmente il Saron.
Prima di lasciare Livigno fate scorta di questi prodotti caseari fatti con amore con un latte di alta montagna e non dimenticate alcune confezioni dell’elisir di lunga vita (così dicevano gli antichi greci) che vi ricorderà il paesaggio naturale di una stupenda vallata.
 


 



 

 

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